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Chiamiamolo la Porta delle Stelle. Per tre milioni di anni aveva ruotato intorno a Saturno, aspettando un momento del destino che avrebbe potuto non presentarsi mai. Per costruirlo, una luna era stata frantumata, e i residui della costruzione si trovavano ancora in orbita. Adesso la lunga attesa stava terminando. In un altro mondo ancora l'intelligenza era nata e fuggiva dalla propria culla planetaria. Un antico esperimento era sul punto di arrivare al momento culminante. Coloro che lo avevano iniziato, tanto tempo prima, non erano stati uomini, e nemmeno remotamente umani. Ma si era trattato di esseri fatti di carne e sangue, e contemplando le profondità dello spazio avevano provato timore reverenziale, e meraviglia e solitudine. Non appena in grado di farlo, erano partiti verso le stelle. Nel corso delle loro esplorazione avevano incontrato la vita sotto molte forme, e osservato il corso dell'evoluzione su un migliaio di mondi. Era stato loro possibile constatare quanto spesso i primi fiochi barlumi di intelligenza baluginassero e si spegnessero nella notte cosmica. E siccome, nella Galassia, non avevano trovato nulla di più prezioso della Mente, ne avevano incoraggiato ovunque gli albori. Erano divenuti gli agricoltori dei campi delle stelle; seminavano, e a volte mietevano. Tratto da 2001: Odissea nello Spazio di Arthur Charles Clarke | |
| Vedi la nota dell'8/12/2002 per info sui colori delle cartelle e dei links. |